Palazzo Stoclet

Palazzo StocletNel 1904, il banchiere e ingegnere belga Adolphe Stoclet e sua moglie Suzanne Stoclet commissionarono all'architetto austriaco Josef Hoffmann (1870-1956) e al suo laboratorio artistico, il Wiener Werkstätte (un gruppo di artisti e artigiani d'avanguardia fondato nel 1903) la progettazione, costruzione e arredamento di una casa con relativo giardino. Situati in un elegante sobborgo di Bruxelles, la casa e il giardino vennero concepiti come un unico insieme architettonico; a lavori finiti, l'apparenza austera e geometrica e l'aspetto sontuoso dell'insieme segnarono una svolta nello stile Art Nouveau, prefigurando la transizione all'Art Deco e al Movimento Moderno nell'architettura.

Il Palazzo Stoclet (Palais Stoclet/Stocletpaleis), così chiamato dai suoi proprietari, è stato annoverato tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel corso della 33a sessione del Comitato del Patrimonio mondiale, riunito a Siviglia, in Spagna, il 22-30 giugno 2009. Costruito tra il 1905 e il 1911, senza risparmio di spesa, l'edificio è considerato un profondo rinnovamento concettuale e stilistico dell'Art Nouveau, uno degli edifici più compiuti della scuola di pensiero artistico viennese.

Attualmente l'edificio è ancora adibito a casa privata della famiglia Stoclet e al pubblico viene condiviso solo il suo esterno. La facciata della casa è rivestita di marmi bianchi e stucchi dorati, con la cupola decorata con quattro figure umane in rame (opera dello scultore Franz Metzner) mentre il suo interno vanta affreschi sontuosi di artisti come Gustav Klimt e Koloman Moser a cui venne affidato il compito di decorare la sala da pranzo con i suoi murali, una miscela di motivi astratti, stilizzati e figurativi, eseguiti in pittura combinata con mosaico. Gli interni sono opera anche di Franz Metzner. Fu la casa perfetta per la crescente raccolta enciclopedica dei proprietari.Palazzo Stoclet interni

Forse perché lo stile Art Nouveau arrivò a Vienna relativamente tardi, lo stile di Hoffmann era più sobrio, meno esuberante di quello dell’Art Nouveau. La nuda semplicità di alcuni dei suoi disegni è una delle caratteristiche per cui potrebbe anche essere considerato come precursore dello stile nel 1920. Hoffmann coinvolse in questa impresa altri artisti, ed è per questo che l'edificio viene considerato alla luce di un Gesamtkunstwerk e cioè un opera d'arte totale, completa (tipica caratteristica dello stile Art Nouveau/Liberty).

Gli interni sono incredibilmente belli. Molti gli elementi di interior design, dai lampadari ai piatti, alle posate. La sala è interamente rivestita di mosaici progettati da schizzi di Gustav Klimt eseguiti da Leopold Forstner in marmo, vetro e pietre semi-preziose. Oggi i disegni di Klimt sono in mostra permanente nel Museo di Arti Applicate di Vienna (Austria).

Da diversi anni la proprietà è stata oggetto di disputa legale tra gli eredi di Stoclet e la regione di Bruxelles. I termini di tale contenzioso riguardava il contenuto interno di quella che veniva appunto definita come "opera totale" e classificata monumento storico dal 1976: il suo contenuto - un valore di oltre 30 milioni di euro – si contestava, non poteva essere monumento storico e quindi monumento nazionale, bensì proprietà privata. La regione di Bruxelles ha voluto classificare tutti gli elementi degli arredi, al fine di proporre alll'UNESCO come un capolavoro del patrimonio mondiale, nonostante l'opposizione degli eredi di Adolphe Stoclet, che chiedevano di disporre della loro proprietà liberamente. L'Austria tentò di acquistare, ma invano.

La collezione della famiglia Stoclet fu acquisita tramite aste e antiquari, compresa una collezione d'arte antica cinese. Il mercato internazionale ai quei tempi, prima della seconda guerra mondiale, era tale che i pezzi d'arte venivano acquistati privi di documenti di provenienza. I vasi in bronzo provenivano da Anyang e gli oggetti in bronzo intarsiato con oro o argento da Jincun (nella provincia di Henan). Si sospetta che gli studiosi stranieri, soprattutto i più determinati che Palazzo Stoclet esternihanno cercato di stabilire l’esatta provenienza di questi oggetti, tra i quali il vescovo Bianco di Luoyang e l’archeologo giapponese Umehara Sueji, furono a volte deliberatamente fuorviati dai loro fornitori. Lasciando in eredità la collezione ai loro figli, gli Stoclet ne fecero un destino di dispersione quasi inevitabile. Può darsi che fosse questa tuttavia la loro intenzione. Difficilmente può essere considerata una coincidenza il fatto che durante i loro anni di formazione a Parigi gli Stoclet annoverassero tra i loro amici più stretti Edmond de Goncourt. Fu lui che per primo disse che “la dispersione di una raccolta è il modo più appropriato per dare a una nuova generazione di amanti dell’arte, l’opportunità di sperimentare la gioia del collezionismo”. La procedura di classificazione dei mobili nel contenuto nella collezione artistica del Palazzo Stoclet è stata infine completata nel novembre 2006.

Il Palazzo Stoclet si trova a Woluwe-Saint-Pierre, un ricco quartiere residenziale nella parte orientale di Bruxelles. Lo troviamo accanto alla strada principale, Avenue de Tervueran (o Tervurenlaan in olandese). La più vicina stazione della metropolitana è Montgomery.

 

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