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Nei pressi del piccolo villaggio di Florenville, nella regione belga di Gaume, si trova il Monastero cistercense di Orval, fondato nel 1132. Un luogo unico, dove vita spirituale e padronanza gastronomica sembrano essere andati sempre di pari passo. La Brasserie d'Orval è uno dei sette produttori di birra al mondo ufficialmente titolati con la dicitura “autentica birra Trappista”. La birra è stata inventata da un monaco, quindi è naturale che alcune delle migliori birre del mondo rimangano associate con i monaci, anche se il rapporto tra bere birra a pia devozione ad alcuni può destare confusione. Le birre trappiste del Belgio sono forse il Santo Graal, ma è bene precisare che per essere definita una birra trappista, la bevanda deve essere prodotta in un monastero trappista. Ne esistono solo sette al mondo, sei in Belgio e una in Olanda. Quella del Monastero di Orval, è stata la prima birra trappista ad essere prodotta. I monaci cistercensi si caratterizzano per la veste bianca e il manto nero.
Il monastero sorge in un bel contesto naturale, nella parte sud orientale del Belgio e a settentrione dell'Alsazia francese. I confini sono quelli segnati dal fiume Semois, popolare per il Kayaking, che si snoda lungo le foreste della Valle delle Ardenne, una regione chiamata la Valle dell'Oro, da una leggenda che vedeva una contessa italiana in visita alla zona, perdere il suo anello d'oro nelle acque del Semois e vederselo restituito da un pesce dal fiume, era la contessa Matilde di Canossa. Il marchio della birra trappista del Monastero riprende proprio la leggenda.
L'Abbazia originale venne fondata ai tempi delle Crociate. In effetti era vicino a Bouillon, che Goffredo di Buglione marciò verso la prima crociata. I primi monaci che qui si stabilirono, nel 1070, provenivano dal sud Italia (Calabria). Il conte Arnould de Chiny, il signore del vicino castello, ben li accolse dando loro una terra del proprio dominio. Fu così che iniziò la costruzione della chiesa e degli edifici conventuali. Una abbazia gotica e i relativi alloggi e strutture di allevamento vennero costruiti. Othon, figlio di Arnould, sostituì i monaci con una piccola comunità di canonici che furono in grado di completare i lavori di costruzione della chiesa iniziati dai loro predecessori. Nel 1124 la chiesa fu in consacrata da Henri de Winton, vescovo di Verdun.
Poco dopo, tuttavia, i canonici, in difficoltà economiche, furono costretti a chiedere l’affiliazione all’Ordine di Cîteaux, a quel tempo in piena espansione. Il 9 marzo 1132, sette monaci arrivarono a Orval da Trois-Fontaines. Monaci e canonici formarono una comunità unica e cominciò subito l’adeguamento degli edifici alle usanze cistercensi. La nuova chiesa fu completata prima del 1200.
I Cistercensi furono particolarmente attenti a creare una fattoria e una zona forestale, forme di lavoro che avrebbero permesso loro di vivere secondo le proprie osservanze. Il terreno immediatamente circostante il monastero era scarso e inadatto all’agricoltura, ma già tempo addietro, i monaci ricevettero un piccolo terreno a circa 20 km dal monastero a cui si aggiunsero altri terreni ricevuti in donazione. Per cinque secoli, il monastero di Orval condusse una vita nascosta, come tanti altri monasteri dell'Ordine. Durante il secolo XII, l’abbazia era prospera ma a partire dalla metà del secolo successivo, nel 1252 venne distrutta da un incendio, le cui conseguenze pesarono sulla comunità per quasi un secolo. Alcuni edifici furono completamente ricostruiti. Lo stato di miseria era così grave che per un certo periodo di tempo le autorità dell’Ordine si spinsero oltre, fino a prevedere la soppressione dello monastero. Durante i secoli XV e XVI, le guerre combattute tra Francia e Borgogna, e in seguito tra Francia e Spagna, portarono scompiglio e devastazione in tutta la regione e Orval non fu risparmiata. Il secolo XVII fu un disastro, ma per Orval fu il punto più alto dello sviluppo della regione.
Due abati acquisirono alta reputazione in tutto l’Ordine. Uno di questi fu Bernard de Montgaillard, della Francia meridionale, che nonostante l’opposizione della comunità, si fece nominare abate di Orval. Rimise in piedi il monastero e restaurò gli edifici. I novizi arrivarono in gran numero e nel 1619 la comunità era composta da 43 membri. Poco dopo, una nuova catastrofe colpì Orval, nel 1637, al culmine della Guerra dei Trent’anni, le truppe del Maresciallo di ChâtiIlon saccheggiarono e svuotarono completamente il monastero e le sue dipendenze. La ricostruzione si svolse in un clima di insicurezza fino alla fine del secolo. Dal 1668 al 1707, Orval ebbe un altro grande abate, Charles de Bentzeradt, nativo di Echternach. Durante la Rivoluzione Francese, l'abbazia fu completamente data alle fiamme distrutta. Solo un secolo dopo la famiglia Harenne decise di portarla all'antico splendore. L'abbazia fu ricostruita nel 1926, sulle fondazioni del monastero distrutto durante la Rivoluzione Francese. Oggi, l'Abbazia ospita ancora una attiva e fiorente enclave monastica di Cistercensi Trappisti.
La fonte, il rosone secolare ed il giardino di piante medicinali sono oggi i punti principali di attrazione delle antiche rovine rimaste. Un museo narra la storia del monastero attraverso la ricostruzione delle antiche fucine. Un modello dell'abbazia antica è stato ricostruito da Laurent Dewez e dal frate Abraham, famoso pittore nel XV secolo.
Oggi è possibile passeggiare tra le rovine meravigliose della originale gotica abbazia, che un tempo comprendeva un grande complesso di edifici costruiti in pietra giallo-ocra, denominata "Pierre de France". Placche informative raccontano la vita e l'attività del vecchio monastero, visualizzata anche in un cortometraggio sulla storia degli Abati di Orval. L'attuale abbazia Notre-Dame d'Orval sorge accanto alle rovine della vecchia in uno splendido campus quasi collegiale, con le attività quotidiane monastiche costantemente e silenziosamente presenti. La birra trappista è prodotta dal monastero, ma è una organizzazione separata, anche se il reddito derivante dal birrificio va esclusivamente a sostenere l'ordine monastico e le attività di carità nella zona. La birra può essere acquistata presso il monastero, ma non si può bere nei locali. Un piccolo ristorante è situato al di fuori del cancello, appena fuori la proprietà
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