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Maurice Maeterlinck è stato un poeta e commediografo belga nato a Gand nel 1862. Dopo aver intrapreso gli studi di giurisprudenza, nel 1885 scrisse alcuni brevi romanzi ispirati al movimento poetico francese di Parnaso, alcuni dei quali vennero pubblicati nella nota rivista del XIX Le Jeune Belgique a Bruxelles. Esercitò la sua professione dal 1886 in Francia, partecipando nel frattempo ai movimenti culturali d'avanguardia. Nel 1889 pubblicò la raccolta di versi Le serre calde (Les serres chaudes) e la Principessa Maleine (La princesse Maleine). Seguì una intensa produzione di tipo teatrale con L'intrusa (1890), I ciechi (1891), Le sette principesse (1891) e Mélisande (1892). La sua maggiore opera è la fiaba teatrale L'uccellino azzurro (1909).
Le sue influenze letterarie furono in particolare segnate dall'emergente movimento simbolista francese; di grande importanza furono infatti i lavori del poeta francese Stéphane Mallarmé e dello scrittore bretone Villiers de l'Isle Adam, autore del noto L'Ève future. Le opere di Maeterlinck ricevettero notevole influenza anche da Georgette Leblanc, un'attrice con la quale lo scrittore ebbe una relazione di 23 anni. Nonostante il fatto che il misticismo e la metafisica influenzarono le sue opere lungo tutta la sua carriera, lo scrittore incominciò lentamente a sostituire il simbolismo iniziale con uno stile molto più esistenziale. Nel primo trentennio del XX secolo, si intensifica la sua produzione letteraria pubblicando diversi saggi di carattere naturalistico, compresa la nota trilogia sulle abitudini sociali di api, termiti e formiche. Nel 1911 a coronamento di un intensa carriere vinse il Premio Nobel per la Letteratura. La sua opera Pelléas et Mélisande ispirò diversi compositori, tra cui Claude Debussy e Fauré. Nel gennaio del 1914 il Vaticano inserisce le sua 'opera omnia' sul Librorum Prohibitorum, per la fervida critica mossa dallo scrittore alle affermazioni della chiesa cattolica sulle origini dell'universo. Nel 1932 venne insignito del titolo di Conte dal re del Belgio Alberto I. Durante la Seconda Guerra Mondiale si rifugiò negli Stati Uniti fino al 1947, anno nel quale fece ritorno in Europa andando vivere a Nizza. Nel 1948 fu insignito della Medaglia per la Lingua francese dalla prestigiosa Académie française. Morì a Nizza nel 1949 per un attacco cardiaco. |