Il Belgio sull'orlo della secessione?

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Il Belgio sull'orlo della secessione?

Il Belgio sull'orlo della secessione?Il Belgio sta subendo una delle crisi di identità più acute dall'inizio della sua storia. Le sue componenti principali, regione francese e regione fiamminga, e i rispettivi partiti non riescono a mettersi d'accordo 100 giorni dopo le ultime elezioni. Nemmeno il collante nazionale che è stata finora la monarchia nella figura nel re Alberto II riesce questa volta a risolvere la crisi. Secondo il già nove volte ex primo ministro Wilfried Martens, è stato l'euro il maggiore responsabile per questa situazione di stallo attuale, ma non per i motivi per cui è stato ingiustamente accusato in Italia. Martens era primo ministro per la maggior parte degli anni '80 quando il Belgio aveva il Franco Belga come moneta e sostiene che il conflitto tra valloni e fiamminghi era altrettanto accesso in quegli anni, ma il fatto di avere una moneta di unione nazionale che doveva essere difesa dalle speculazioni dei mercati, faceva in qualche modo mettere d'accordo le due comunità.

Ma facciamo qualche passo indietro nella storia per capire da dove comincia l'impasse di oggi. Il Belgio fu creato nel 1830 con un compromesso politico. Quindici anni prima, durante il congresso di Vienna il sud dell'Olanda cattolico, che era stato sotto il dominio prima austriaco e poi francese, fu messo sotto il controllo dello stato olandese dopo la sconfitta di Napoleone. Ma le nuove province che sarebbero diventate il Belgio, mal sopportavano la dominazione olandese e il suo re Guglielmo I. Le cause erano soprattutto di ordine religioso, nonostante il fatto che il sud fosse diviso linguisticamente tra francesi e fiamminghi, e il sud, era cattolico e il nord calvinista. Per questi motivi nel 1830 cominciò quella che fu chiamata "Rivoluzione Belga" subito dopo la rappresentazione all'opera con il tenore La Muette de Portici venata di patriottismo. dove si raccontava per analogia la ribellione di napoli contro gli invasori spagnoli. Dopo sanguinosi scontri per le strade di Bruxelles i ribelli proclamarono la costituzione. Leopoldo I venne insediato come re dei belgi nel Luglio del 1831. Gli olandesi invasero il paese ma vennero fermati da truppe francesi giunte in soccorso. I tentativi olandesi andarano avanti senza successo fino al 1839. In quell'anno venne siglato il Trattato di Londra che riconosceva il Belgio come uno stato indipendente e neutrale.

Il nuovo stato nacque dominato dall'elite francofona vallona. I fiamminghi di lingua olandese erano considerati cittadini di seconda classe. Nostante il suo status di paese neutrale e la protezione della Gran Bretagna, durante la prima guerra mondiale, il Belgio fu invaso dalle forze tedesche e diventò un grande campo di battaglia. I tedeschi diviserò lo stato in due entità separate in tutto e per tutto, Fiandre e Vallonia appunto. Dopo la guerra il Belgio fu riunito nuovamente e dopo la seconda guerra mondiale, Bruxelles divenne anche la sede della NATO e nel 1957 della Comunità Economica Europea. Nonostante questo le divisioni interne non cessarono mai. Infatti, se per i primi 130 anni di vita del paese, la Vallonia era la zona economica più florida e le Fiandre, a economia prevalentemente agricola, la più povera, dopo la guerra le cose cambiarono radicalemente. La Vallonia entrò in una lunghissima recessione, come altre zone a industria pesante nel resto d'Europa, mentre la popolazione fiamminga aumentò notevolemente e l'economia delle Fiandre esplose.

Ai giorni nostri si contano sei milioni di fiamminghi e 4 milioni di valloni, ma la disocuppazione in Vallonia e doppia rispetto alle Fiandre. I fiamminghi più benestanti votano conservatore, mentre i meno benestanti valloni votano per lo più partiti di centro sinistra e non ci sono partiti politici che riescono a fare convergere i consensi di entrambe le parti. Dal 1971 entrambe le comunità hanno il loro sistema educativo e non solo. Sono divisi in quasi tutto. Come sta accadendo in questi mesi non è mai facile mettere insieme un governo che faccia gli interessi di tutti. E' questo, essendo Bruxelles la capitale dell'Europa, è paradossale. Certemente è un bruttissimo esempio di coesistenza tra popoli pacifici e civili. Ultimamente i Cristiano Democratici Fiamminghi hanno vinto le elezioni con il 30 % dei voti fiamminghi e il 18.5 % dei voti nazionali. Ma il leader di questo partito Yves Leterme non è stato in grado di formare un nuovo governo a mesi dalle elezioni. Quest'ultimo vorrebbe più autonomia per i fiamminghi, ma i partiti francofoni temono che questo sia solo l'ultimo passo verso la secessione.

Secondo un recente sondaggio due terzi dei fiamminghi pensa che il Belgio non sopravviverà a lungo come stato. Il problema maggiore sarebbe proprio la capitale Bruxelles. Da che parte la si collocherebbe? Bruxelles infatti è una enclave a maggioranza francofona all'interno delle Fiandre. I fiamminghi favorevoli alla secessione potrebbero accettare che Bruxelles diventi la capitale amministrativa d'Europa sul modello di Washington D.C , ma suggeriscono al contempo il fatto che anche la Vallonia in se rischia la frammentazione, avendo componenti francesi, Lussemburghesi e tedesche al suo interno.

Nonostante tutte queste considerazioni, tanti belgi (l'87% in un sondaggio del 2005) non vogliono che il paese si divida. Tanti sostengono che questi sono soltanto i soliti giochi di potere e di soldi e che una divisione del paese sarebbe un danno e un impoverimento per tutti. Soprattutto sarebbe il più cattivo esempio per l'intero continente.

 

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