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Tra poco, ricorreranno i cinquant'anni dall'Expo di Bruxelles del 1958. Un anniversario importante, per il numero di anni trascorsi, per il tipo di evento e anche per la città in questione, la di fatto, capitale europea. In più, si aggiunga anche il fatto che in Belgio quest'anno si sia nel pieno dei festeggiamenti di un altro mezzo secolo di grande risonanza per l'Europa delle dodici stelle, cioè quello del Trattato di Roma.
Spunti: L'expo del 1958, considerato un elemento della memoria collettiva belga, venne inaugurato da un discorso dell'allora re Baldovino, che era ancora molto giovane. Il tema era "Valutazione del Mondo per un mondo più umano". Secondo alcuni, si trattato della più celebre esposizione internazionale dell'epoca della guerre fredda . Il motivo principale è che stata la prima esposizione internazionale di carattere universale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Non che dal 1945 non ne fossero state fatte, ma avevano avuto una dimensione specialistica, per addetti ai lavori. Francia e Regno Unito approfittarono di Bruxelles 58 per presentare al pubblico i progressi tecnologici che avevano compiuto in quegli ultimi anni, mentre le potenze sconfitte, Germania, Giappone e Italia, vollero far vedere di poter avere ancora un ruolo sulla scena internazionale e di essersi lasciati alle spalle gli anni bui. Naturalmente, non Stati Uniti e Uniti non persero l?occasione per mettersi in mostra, per affermare oguno il proprio primato, tecnologico e non solo, e utilizzarono i propri spazi in questa chiave.
Opere: Bruxelles 58 viene quindi ricordata per essere stata la prima esposizione della guerra fredda e delle presentazione delle tante innovazioni tecnologiche e scientifiche, come un'enciclopedia audiovisiva, un dizionario elettronico, une banda magnetica in grado de trasmettere milioni di caratteri in pochi secondi, o il primo computer del mondo con disco rigido presentato dall'Ibm nel padiglione americano, il 305 RAMAC, un'enciclopedia elettronica degli eventi storici, in francese, inglese, italiano, olandese, portoghese, russo, spagnolo, svedese e tedesco e in una lingua artificiale internazionale chiamata interlingua. Il 305 Ramac era in grado di rispondere a centinaia di domande più disparate, non solo di carattere storico, nel giro di poche frazioni ed era grande il doppio di un frigorifero moderno. Un'altra disciplina che Bruxelles 58 volle mettere in mostra i propri progressi tecnologici e l'influenza della tecnologia, fu la musica, con nuovi strumenti, della musica tradizionale e di quella elettronica, per l'interesse non solo dei tecnici, ma che coinvolgeva anche gli artisti. Ci fu spazio anche per altre arti, con una rassegna di mezzo secolo di opere, provenienti dai musei di tutto il mondo. Grazie alla decorazione dei padiglioni e dei giardini e l'intervento di pittori, Bruxelles 58 fu anche un museo a cielo aperto. Dopo cinquant'anni, i musei reali delle belle arti del Regno rievocano il momento, con rassegne, documenti e partecipazioni di artisti.
Belgio: Non era la prima volta che il Belgio organizzava eventi del genere e lo fece per promuovere la propria crescita economica. Impressionante fu il cuore di Bruxelles 1958, l'Atomium, costruzione imponentissima di nove sfere di acciaio che riproduce la struttura dell'atomo e diventato il simbolo non solo di quella manifestazione, ma forse di Bruxelles, un po' come la Tour Eiffel per Parigi, anch'essa costruita per un'esposizione internazionale. Si parla anche di uno stile 58, caratterizzato dall'abbandono della simmetria, al ricorso a linee oblique e curve, all'utilizzo di muri di vetro, a materiali lisci e colorati. C'è pure un ristorante, nella sfera più alta dell'Atomium. Immagini di repertorio trasmesse dalla televisione belga mostravano nutriti gruppi di persone che raggiungevano le sfere con delle seggiovie. Il sito ufficiale dedicato al cinquantenario riporta che les Archives générales du Royaume et les Archives de la Ville de Bruxelles invita a scoprire l'Atomium da aprile a ottobre. Lo stesso sito vanta come quell'evento anticipasse il boom degli anni Sessanta, nella cornice di un Belgio unito. I festeggiamenti inizieranno il 17 aprile alle 22.15, con fuochi d'artificio sparati dalle sfere dell'Atomium. Quel giorno vedrà anche l'inaugurazione di Art Bruxelles al Palazzo delle Esposizioni di Bruxelles. Alla ricorrenza sono legate anche molte altre manifestazioni. Durante l'Expo, il Belgio produsse ogni giorno cinque tonnellate di cioccolato. |