 Uscito come romanzo di appendice con Le Figaro nel febbraio del 1892, " Bruges la morte", scritto dall'autore belga Georges Rodenbach, ebbe subito un grande successo, tanto da avere sette edizioni in circa trent'anni e di essere tradotto anche in russo. La trama Il protagonista, Hugues Vianes, è un uomo facoltoso che si è trasferito a Bruges dopo la morte dell'amata moglie, di cui nel libro non viene mai fatto il nome, ma si usano espressioni come Lei, la morta, la signora. Per la consorte defunta nutre un sentimento di culto, adorazione, nostalgia e desiderio di ricongiungimento. Pieno di dolore, Hugues Vianes, conduce una vita ritirata, per la quale Bruges, città uggiosa, bigotta, senza vita, insomma morta, come dice il titolo, fa ottimamente da sfondo, partecipando dell'umore del protagonista. Anzi, Hugues Vianes aveva scelto Bruges proprio perché ben si confaceva al suo stato di vedovo. Un giorno però vede una ragazza assolutamente identica alla moglie, ne rimane scosso, il giorno dopo la rivede, la segue, la vede entrare in un teatro, lei sparisce, lui entra la cerca ovunque, senza trovarla. Assiste allo spettacolo, cosa per lui inedita da quando aveva perso la consorte. Ed ecco che lei riappare, nel ruolo di una donna che risorge dall'oltretomba. La cosa viene interpretata come un segno e così tra i due inizia una relazione. In un primo momento non considera il fatto un sacrilegio verso la morta, perché dice di averla allacciata con un simulacro nella moglie e quindi è come se fosse con la moglie stessa. Quando però, nel tentativo di far coincidere perfettamente le due figure, si accorge delle differenze (Jane, la ragazza, ha i capelli tinti, ha cominciato a vestirsi sciattamente ed è un po' meno amabile rispetto ai primi tempi), comincia ad avere di ripensamenti, accentuati dal fatto di poter essere in peccato mortale, visto il regime di semiconcubinaggio con Jane, e di non poter così riunirsi, dopo la morte con la moglie. La relazione, però, continua e Hugues, insospettito da alcuni comportamenti e della ragazza, che come ballerina era considerata una poco di buono, e da alcune lettere anonime, si accorge di essere geloso, ma non un riflesso, ma proprio di Jane, e di avere per lei in quanto Jane, un sentimento più intenso di quanto pensasse. La ragazza invece mantiene il rapporto per calcolo economico. L'ultima scena del romanzo avviene nella casa di lui, dove non era mai entrato nessuno, tranne la vecchia e bigotta domestica Barbe. Sullo sfondo, la famosa processione del Santo Sangue, ricca di sfarzo, suggestione e con partecipanti anche da altri luoghi. Il comportamento di Jane è irritante, ma diventa sacrilego quando osa affermare: «Toh! Eccone una che mi somiglia». E soprattutto quando comincia a giocare, a correre e a rifiutarsi di restituire una treccia della defunta che Hugues teneva come una reliquia. E' proprio con la treccia che lui la strangola. Quasi contemporaneamente alla morte di Jane, finisce la processione, Bruges torna a essere la città morta di sempre, intorno a Hugues due morte, i ricordi remoti e una solitudine resa assoluta dal licenziamento di Barbe, che, consigliata dal prete, non voleva essere complice del peccato del padrone, anche per non precludersi un futuro al beghinaggio. Bruges Il libro ha una protagonista: la città di Bruges. Città pettegola, che spia Hugues nella sua relazione con Jane, che ne segue i passi, che gli mormora dietro, che lo condanna per il peccato mortale che sta commettendo, ma che se ne prendeva anche gioco, soprattutto per il contasto. Città bigotta, trionfo di campane, di suore e di preti, dove la fede, retaggio di un cattolicesimo spagnolo, è legata più alla paure dell?inferno che alle speranze del paradiso e sa esprimersi in forme austere ma anche ironiche e beffarde. Città austera e severa, come le sue torri, che consiglia e riprende, silenziosa, che non tollera il rumore, come non tollera il peccato, soprattutto quello della carne, che deve essere tenuto segreto e dove chi sta accanto ai peccatori viene visto come partecipe della colpa, come Barbe, che si licenzia dopo anni di servizio, rinunciando a tutto, pur di non servire, anche solo per un giorno, l'amante del padrone e rendersi così partecipe e quindi il peccato non è più qualcosa di solo individuale. Città uggiosa, dove i colori delle cose si attenuano. Città morta, non solo per il clima che si respira, ma anche perché sembra essere un trionfo di tombe e la città stessa sembra essere una grande tomba . Bruges è anche la città della processione del Santo Sangue, famosa anche oggi, nella quale ogni anno, in primavera, viene portato in corteo il Reliquario dove è conservata una goccia della piaga di Gesù aperta dalla lancia e portata lì da Thiérry d?Alsazia da Gerusalemme al tempo delle crociate. Eredità La tematica del doppio è ricorrente nella letteratura simbolista e decadente. Inoltre, in Rodenbach si sentono bene degli echi baudelairiano, come lo spleen per la vita o il conflitto tra la carne e il desiderio di elevazione. Rodenbach ha anche degli eredi, tra cui D'Annunzio, il cui romanzo La Città morta potrebbe aver preso alcuni spunti da Bruges la morta. Anche il musicista austriaco Erich Wolfang Korngold, scoperto da Mahler, nel 1920, compose un'opera intitolata La città morta (Die tote Stadt), ispirata a Rodenbach, che ha avuto diverse incisioni discografiche.
Articolo di Massimiliano Priore |