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Binche è una deliziosa e antica cittadina del Belgio situata nella provincia di Hainaut (regione Vallona), non lontana dal capoluogo Mons e a soli 20 km da Charleroi. La sua popolazione non supera i 33.000 abitanti e la sua architettura urbana non possiede numerosi monumenti storici; la sua fama è infatti dovuta al Carnevale di Binche, oggi patrimonio culturale dell'UNESCO, un evento che ha reso famoso questo piccolo centro medievale in tutta Europa fin dal XVI secolo. Situata in una collina, Binche rimane ancora oggi, per un significativo tratto, circondata dalle mura che furono edificate nel XII secolo e affiancate da 27 torri.
La città fu fondata nel 1120 da Yolanda di Gelderland, vedova del conte di Hainatu Baldovino III. Il nuovo insediamento si distinse immediatamente per le doti commerciali e artigiane dei suoi abitanti. Le prime mura furono costruite dal figlio di Yolanda, intorno all'XI secolo, come protezione dalle interferenze del regno francese; verranno poi modificate e ampliate successivamente tanto che già nel XV secolo rappresentavano il punto di difesa principale della regione di Hainaut. Nel 1409, il reliquia di San Usmer fu trasferita da Lobbes a Binche, presso la chiesa di Notre Dame, che da allora fu rinominata Chiesa collegiata di San Usmer. Binche raggiunse il suo massimo splendore con l'imperatore Carlo V e con la sorella Maria d'Austria, nominata governatrice delle Paesi Bassi Spagnoli. Venne costruito un palazzo rinascimentale al posto dell'antica fortezza feudale. Lo sviluppo economico si riaccese con l'apertura delle miniere e l'edificazione di diverse industrie manifatturiere già nel periodo del primo impero francese, anche se il boom arrivò in particolare nel XX secolo, dopo il secondo conflitto mondiale, periodo nel quale l'industria tessile impiegava migliaia di lavoratori. Binche è infatti famosa per le lavorazioni in pizzo, la cui particolarità prende il nome di Duchessa, una lavorazione considerata molto più elaborata di quelle tipiche di Valenciennes o delle Fiandre.
Tra le sue attrazioni principali, oltre al Carnevale di Binche, a cui abbiamo dedicato una sezione a parte nel nostro Folklore in Belgio, citiamo la Chiesa di San Usmer edificata tra il XII e il XV secolo, nel cui interno si ammira la galleria rinascimentale e una Pietà in legno del 1511; i resti del Palazzo residenziale di Maria d'Ungheria (la già citata Maria d'Austria), che una volta occupava un'area dietro la chiesa (oggi un parco), distrutto nel 1554 dai soldati di Enrico II. Le mura di Binche sono invece in parte ancora visibili, imponenti nel verde dei boschi e dei campi circostante. Il campanile di Binche costruito tra il XIV e il XVI secolo con le sue 26 campane è anch'esso parte del patrimonio dell'umanità UNESCO (insieme a diversi altre torri e campanili in Belgio). Da non perdere inoltre una visita al Museo delle maschere di Binche (Musée International du Carneval et du Masque) situato in rue Saint Moustier, all'interno di un antico collegio agostiniano, offre nelle sue 25 sale una panoramica sul folclore carnevalesco di tutto il mondo. La storia culturale e commerciale di Binche è anche legata alla lavorazione del pizzo, la Duchesse. Si consiglia quindi di visitare il Centro del Pizzo e dell'artigianato Le Fuseau. Tra le altre cose valgono una visita il Museo Gallo-Romano di Waudrez, e l'antica birreria di La Binchoise. Nei dintorni di Binche, da vedere l'Abbazia di Bonne Esperance a circa 4 km dalla cittadina, vicino al villaggio di Vellereille-les-Brayeux, fondata nel XII secolo. A parte la sua torre gotica del XV secolo, la chiesa attuale è del XVIII secolo, opera di Laurent Dewez. Molti visitatori sono attratti all'Abbazia dalla statua sorridente della Madonna con Bambino (XIV secolo). Una visita a questa piccola cittadina di campagna è particolarmente consigliata; ovviamente durante il suo periodo di alta stagione, nel carnevale, consigliamo la prenotazione in anticipo nei graziosi e accoglienti hotel a Binche. |