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Paesi tutto sommato piccoli, come quelli dell'odierno Benelux, Belgio e Olanda, hanno saputo dare tanto all'arte mondiale. Dai pittori fiamminghi all'architettura belga, da Rembrandt a Van Gogh da Rubens a Magritte, solo per citarne tra i più noti, hanno reso i loro paesi migliori attraverso l'arte. Spesso una corrente artistica qui è stata ridefinita e approfondita e poi si è diffusa con nuovi canoni nel resto d'Europa e del mondo. E' il caso dell'Art Nouveau, conosciuta anche come Stile Liberty in Italia, viene definita, un movimento culturale che coinvolge diverse discipline, mentre altri in particolare ne concentrano le espressioni sulle arti figurative e applicate, compresa l'architettura. Nonostante i nomi che lo hanno descritto nella storia siano stati forse troppi (stile Sapin in Svizzera, Liberty o stile floreale in Italia, arte modernista in Spagna, e altri ancora) lo stile si identifica facilmente nella sua parola più appropriata, Art Nouveau.
L'Art Nouveau nasce alla fine del XIX secolo, dalla ispirazione dei movimenti artistici, ma anche filosofici, di fine secolo come quello degli Arts and Crafts inglesi William Morris, dei pre-raffaelliti o del socialismo di John Ruskin. Molti marcano l'origine della parola ad un negozio di Parigi dove un collezionista, Siegfried Bing chiamò la sua galleria d'arte Art Nouveau. Attraverso la rielaborazione di questi assunti l'Art Nouveau trova le sue più alte definizioni nell'architettura e nel design mondiale, e le trova in particolare in Belgio, dove si sviluppò come massima espressione di un movimento reazionario alle prospettive storiche della Rivoluzione Industriale. Le linee dell'arte si fondevano con quelle della natura, dei disegni arabeschi, del mondo floreale e animale o delle figure femminili. In Belgio, la capitale dell'Art Nouveau è Bruxelles, l'quivalente della Barcellona di Gaudì per la Spagna; qui troviamo diverse strutture riconosciute come patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, in particolare edifici progettati e 'costruiti' in ogni dettaglio dal suo massimo esponente artistico, Victor Horta. Horta non fu il solo grande esponente del movimento, ai suoi brillanti lavori si aggiungono anche quello Paul Hankar e quelli di diversi altri architetti. Negli anni del 1890 Bruxelles si ritrovò in un periodo d'ineguagliabile effervescenza. Borghesia, mercanti, artisti e personaggi di cultura sceglievano di avere le proprie case costruite e decorate nella stile allora in voga, l'Art Nouveau. Iniziava l'era del design e dell'architettura moderna. Il senso dello spazio, dei colori e delle luci, la rappresentazione simbolica della natura, tutti parte degli elementi strutturali dello stile. Victor Horta è considerato il padre dello stile Art Nouveau perché con lui si da inizio ad un originale uso: con lui l'architettura urbana cambia capitolo, nasce un nuovo concetto di spazio abitativo, d'arredamento d'interni in particolare. I suoi quattro edifici più famosi appartengono alla lista UNESCO e si trovano a Bruxelles, Hotel Tassel, Hotel Solvay, Hotel van Eetveld e la Maison et Atelier Horta. Furono tutte progettate dal 1892 al 1900, con loro nacque il concetto artistico Art Nouveau che oggi tutti conosciamo. Nel suo lavoro Horta venne affiancato negli anni da altri architetti come il già citato belga Paul Hankar, l'austriaco Josef Hoffman, il francese Hector Guimard, il pittore Gustav Klimt, Henry van de Velde, interior designer come Serrurier-Bovy o il gioielliere Philippe Wolfers, solo per citarne alcuni. |